(Ciampino – Politica) – Fabio Peluso nuovo coordinatore di Alleanza per l’Italia Ciampino: normale avvicendamento? Scelta unanime per un ricambio generazionale così netto, considerando la giovanissima età di Peluso? Quale sarà ora la posizione in seno all’Api del coordinatore uscente Sergio Pede, sono previsti per lui altri incarichi?
Risponde a tali interrogativi lo stesso Pede: «L’elezione di Fabio Peluso, giovane di 23 anni laureando in matematica, è stata decisa in modo unanime dagli iscritti dell’Api di Ciampino. Peluso, anche se giovane, è da parecchi anni che segue con attenzione la vita politica cittadina ed ha maturato l’esperienza per poter coordinare un partito giovane come l’Api. Certamente non gli mancherà il mio appoggio e quello di tutti gli esponenti politici dell’Api di Ciampino. Per quanto mi riguarda, dopo aver ricoperto per tanti anni incarichi politici anche prestigiosi, ho deciso di mettere a disposizione la mia esperienza politica e amministrativa. Se mi verrà chiesto di ricoprire qualche incarico, solo per spirito di servizio, sarò contento di dare la mia disponibilità. Attualmente faccio parte del Direttivo Provinciale e Regionale dell’Api, organismi che sono in via di rinnovo».
“E’ per me un grande piacere”- dichiara Peluso – “diventare parte attiva nel territorio”. Alleanza per l’Italia, partito fondato da Francesco Rutelli e Bruno Tabacci, punta ancora una volta sui giovani. In questo modo – continua Peluso – si manda un segnale importante di coinvolgimento dei giovani nella politica attiva, perché è dal territorio e dalla vicinanza con i cittadini che la politica inizia a crescere”.
“Siamo già al lavoro su una serie di tematiche che riguardano da vicino i ciampinesi” conclude Peluso “e intendiamo al più presto aprire un confronto pubblico con la cittadinanza sui temi più sentiti”.
In questo articolo si spiega come funziona:
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Vorrei proprorvi questo testo, che sottolinea la necessità che in uno Stato sia forte la componente della conoscenza, di ogni tipo, da quella letteraria a quella scientifica, da quella tecnica a quella medica.
Oggi purtroppo non si investe nella conoscenza e raramente persone di grande cultura, soprattutto tecnico-scientifica, raggiungono posizioni decisionali importanti ed incisive.
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Nous supposons que la France perde subitement ses cinquante premiers physiciens, ses cinquante premiers chimistes, ses cinquante premiers physiologistes, ses cinquante premiers mathématiciens, ses cinquante premiers poëtes, ses cinquante premiers peintres, ses cinquante premiers sculpteurs, ses cinquante premiers musiciens, ses cinquante premiers littérateurs; Ses cinquante premiers mécaniciens, ses cinquante premiers ingénieurs civils et militaires, ses cinquante premiers artilleurs, ses cinquante premiers architectes, ses cinquante premiers médecins, ses cinquante premiers chirurgiens, ses cinquante premiers pharmaciens, ses cinquante premiers marins, ses cinquante premiers horlogers; [...] Comme ces hommes sont les Français les plus essentiellement producteurs, ceux qui donnent les produits les plus importants, ceux qui dirigent les travaux les plus utiles à la nation, et qui la rendent productive dans les sciences, dans les beaux-arts et dans les arts et métiers, ils sont réellement la fleur de la société française ; ils sont de tous les Français les plus utiles à leur pays, ceux qui lui procurent le plus de gloire, qui hâtent le plus sa civilisation ainsi que sa prospérité ; la nation deviendrait un corps sans âme, à l’instant où elle les perdrait ; elle tomberait immédiatement dans un état d’infériorité vis-à-vis des nations dont elle est aujourd’hui la rivale, et elle continuerait à rester subalterne à leur égard tant qu’elle n’aurait pas réparé cette perte, tant qu’il ne lui aurait pas repoussé une tête.[...] |
Supponiamo che la Francia perda all’improvviso i suoi migliori cinquanta fisici, i suoi cinquanta migliori chimici, i suoi cinquanta migliori fisiologi, i suoi cinquanta migliori matematici, i suoi cinquanta migliori poeti i suoi cinquanta migliori pittori, i suoi cinquanta migliori scultori, i suoi cinquanta migliori musicisti, i suoi cinquanta migliori letterati; i suoi cinquanta migliori meccanici, i suoi cinquanta migliori ingegnieri civili e militari, i suoi cinquanta migliori artiglieri, i suoi cinquanta migliori architetti, i suoi cinquanta migliori medici, i suoi cinquanta migliori chirurghi, i suoi cinquanta migliori farmacisti, i suoi cinquanta migliori marinai, i suoi cinquanta migliori orologiai; [...] Questi uomini sono i produttori più necessari alla Francia, forniscono i beni più importanti, dirigono i lavori più utili per la nazione e la rendono feconda nelle scienze, nelle belle arti e nelle arti e mestieri: sono realmente il fiore della società francese; sono i francesi più utili al loro paese, che gli arrecano la gloria maggiore; che accellerano di più la sua civilizzazione e la sua prosperità: la nazione, perduti costoro, diverrebbe un corpo senz’anima; cadrebbe immediatamente in uno stato di inferiorità nei confronti delle nazioni di cui oggi è rivale, e sarebbe sempre subalterna al loro sguardo, finchè non avesse posto riparo a questa perdita, finchè non le fosse rigermogliata una testa[...] |
Nello staff dirigenziale del coordinamento, Pili si avvarrà della collaborazione di Stefania Cardiello, portavoce, e Giuseppe Pepe, responsabile organizzativo.
Nella stessa serata sono stati nominati anche i 15 esponenti del direttivo provinciale: Andrea Davascio, Francesco Marino e Francesco Puglia, di Salerno, Antonio Basile, di Castel San Giorgio, Francesco Campanile, Vincenzo Esposito, Raffaella Gambardella e Umberto Iannotti, di Nocera, Giuseppe Galati, di Battipaglia, Francesco Erra, Roberta Marra e Vincenzo Paradiso, di Eboli, Isabella Itri, di Capaccio, Felice Magliano, di Campagna ed Enrico Manzione, di Postiglione.
Sono già due le iniziative che metterà in campo Emanuel Pili, neo segretario provinciale dei giovani di Api: “Partiremo subito con un’iniziativa itinerante che si concluderà nell’aprile del 2012. Saremo nelle piazze dei 158 comuni salernitani con i nostri gazebo. Chiederemo alla gente di elencarci le loro emergenze per comunicarle agli enti locali interessati. Da maggio ad agosto istituiremo una scuola di formazione politica. Sarà una scuola itinerante, si chiamerà Fucina Moderata”.
Il segretario provinciale dell’Api, Salvatore Paravia, traccia la mappa sul radicamento del partito: “L’Api è un partito in crescita. In provincia di Salerno riscuotiamo consensi tra i giovani e tra le donne, tra le fasce sociali più deboli, tra chi chiede un aiuto concreto alla politica perché non arriva a fine mese, perché non ha prospettive per il futuro”.
Francesco Bello, dirigente provinciale, punta l’attenzione sul mondo del lavoro: “l’Api raccoglie il grido di allarme dei giovani che si ritrovano nel tunnel del precariato. Ci impegneremo per rilanciare le risorse più importanti di questa provincia. Il turismo e l’artigianato, coniugati con le nuove frontiere della tecnologia sono una prima importante sfida da vincere”
Sulle politiche sociali si sofferma infine Giacomo Magliano, esponente del direttivo nazionale dell’Api: “Uno degli obiettivi del coordinamento provinciali sarà il terzo settore e le sue problematiche sociali in provincia di Salerno”
Chi sono
Nato a Torre Annunziata (Na) il 30 giugno 1988, sono cresciuto a Sarno (Sa) fino all’età di 14 anni quando, nel 2002, mi sono trasferito con la mia famiglia a Ciampino (Rm) dove ho frequentato il Liceo Vito Volterra diplomandomi con 100/100... (clicca qui per continuare a leggere)Focus On
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